Turismo a Firenze Marco Margiocchi

Il turismo a Firenze: un’esperienza di arte a 360 gradi

Parlando di turismo a Firenze si parla di esperienze indimenticabili. Firenze è un’opera d’arte. Il centro storico fiorentino, inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità, racchiude una tale ricchezza di capolavori che è difficile separare la città dalle sue opere.

Firenze può ragionevolmente essere definita un museo diffuso. Chiese di straordinaria bellezza, musei e collezioni d’arte, giardini storici, piazze, strade, palazzi antichi.

“Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.”

Stendhal

Arnolfo inizò la costruzione di Santa Croce sull’area del primitivo convento dei Francescani. La prima pietra fu posta nel 1295 ma la costruzione iniziò due anni dopo. Nel 1334 fu nominato mastro dei lavori Giotto e nel 1442 la chiesa, a cui mancavano la facciata ed il campanile, fu solennemente consacrata da papa Eugenio IV.

Santa Croce è una delle più belle basiliche francescane d’Italia, a croce egizia, con una navata centrale e due laterali. La facciata, dell’architetto Niccolò Matasa, è del 1863. Il campanile, del Baccani, fu terminato due anni dopo. Nella navata laterale destra è la tomba di Michelangelo Buonarroti su disegno del Vasari. Il cenotafio di Dante è di Stefano Ricci (1829). La cappella dei Pazzi, capolavoro rinascimentale di Filippo Brunelleschi, si caratterizza per una maestosa padronanza dei rapporti fra i volumi dell’edificio a vantaggio dell’armonia generale dell’insieme.

Immagine di ponte vecchio simbolo del turismo a firenze. L'immagine è un link a foto artistiche della città.
ponte vecchio

Il territorio fiorentino

Un tour di Firenze non non si può però fermare al centro storico. Anche la città “fuori le mura” e il suo territorio provinciale stupisce per l’abbondanza di preziosi segni lasciati nei secoli dai Medici, dalle facoltose famiglie di mercanti, dall’arte sacra.

Si può salire a Fiesole con un mezzo pubblico o con un mezzo proprio. La cosa migliore sarebbe salirvi a piedi, soprattutto nelle chiare mattine di primavera o nei rosati pomeriggi di ottobre, passando per una di quelle strette strade tra i muri, come via delle Forbici. Se si passa da via Boccaccio si sfiora il giardino della Villa Palmieri, di fondazione risalente al 1300 e soggiorno favorito di Giovanni Boccaccio, che ne avrebbe tratto ispirazione per la cornice del Decameron.

Proseguendo, da San Domenico la via si divide e a sinistra, la via Vecchia, dopo pochi metri si apre nello spiazzo della Villa chiamata “Riposo dei Vescovi”, dove i religiosi si fermavano e riposavano nella faticosa salita. La strada percorsa e la piazza di Fiesole dove si giunge, regalano panorami incantevoli e indimenticabili della città di Firenze, che ripagano della fatica.

Dormire e mangiare

Ma il turismo a Firenze non si ferma alla sua storia, ai suoi monumenti, alle sue bellezze architettoniche. Firenze sarà incredibile in ogni aspetto del vostro viaggio:

Le strutture ricettive offrono un’ampia scelta di sistemazioni per i turisti e le dimore di charme vi faranno viaggiare nel rinascimento.

Immagine della camera di un hotel di charme con arredamento rinascimentale. Il turismo a firenze è anche sistemzioni di altissimo standard.
hotels storici

I primi documenti che ricordano le osterie fiorentine risalgono al 1065. Giovanni Villani, che nelle “Istorie” ha lasciato rigorose statistiche, scrive che già ai primi del ‘300 entravano a Firenze, in un anno, circa “55 migliaia di cogna di vino, e quando n’era abbondanza, circa 10 mila cogna più”.

Una delle più antiche che si ricorda era quella delle Bertuccie. La frequentò Lorenzo il Magnifico con i suoi amici e Anton Francesco Grazzini ne parlò in una novella delle sue “Cene”. Un’altra, “Il Porco”, era in un vicolo a cui aveva dato il nome e l’oste era famoso per preparare granelli, frittelle, tomaselle e carbonate. E poi l’osteria di Vinegia ricordata dal Boccaccio nella novella di Frate Cipolla.

Nei ristoranti potrete degustare piatti della tradizione toscana ma anche un’eccezionale cucina creativa: http://www.ricettetoscane.it/wordpress/

Immagine della cucina tipica a Firenze la ribollita zuppa di cavolo nero e legumi. Il turismo a Firenze è esperienze enogastronomiche di antica tradizione.
la ribollita

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