GIOSTRA DEL SARACINO DI AREZZO

La Giostra del Saracino è un torneo equestre tradizionale che si svolge ad Arezzo, una città situata nella regione italiana della Toscana. Questo evento ha origini medievali ed è stato riproposto nella sua forma moderna dal 1931. Il torneo si tiene due volte all’anno, precisamente nei mesi di giugno e settembre.

La manifestazione coinvolge quattro quartieri storici della città, ognuno dei quali partecipa e si contrappone agli altri nel corso del torneo. Questi quartieri sono:

  1. Quartiere di Porta Crucifera (conosciuto anche come “Colcitrone”)
  2. Quartiere di Porta del Foro (conosciuto anche come “quartiere di Porta San Lorentino”)
  3. Quartiere di Porta Sant’Andrea
  4. Quartiere di Porta Santo Spirito (noto anche come “quartiere della Colombina” e corrispondente all’antico quartiere di Porta del Borgo).

Ogni quartiere si sfida a turno, e i cavalieri di ciascun rione gareggiano per dimostrare abilità e destrezza nel maneggiare la lancia durante l’evento. La sfida principale del torneo consiste nel colpire un bersaglio a forma di “Saracino”, un guerriero in movimento che rappresenta un nemico immaginario. La Giostra del Saracino è un appuntamento di grande rilevanza per la città di Arezzo, attirando turisti e visitatori da tutto il mondo, affascinati dalla storica tradizione equestre e dalla passione con cui i quartieri competono tra loro.

LE GIOSTRA DEL SARACINO

La Giostra del Saracino si tiene nella Piazza Grande di Arezzo due volte all’anno:

  1. “Giostra di San Donato”: Questa edizione si svolge nel penultimo sabato del mese di giugno e si tiene in notturna. È dedicata a San Donato, il patrono di Arezzo. Durante questa giostra, i cavalieri dei quattro quartieri storici di Arezzo si sfidano per onorare il santo patrono e dimostrare le loro abilità equestri.
  2. “Giostra della Madonna del Conforto”: Questa edizione si svolge nella prima domenica del mese di settembre ed è tenuta di giorno. È dedicata alla sacra immagine della Madonna del Conforto, protettrice di Arezzo. Anche in questa occasione, i cavalieri dei quartieri si affrontano in un’appassionante competizione equestre.

Questi due eventi rappresentano momenti significativi per la comunità di Arezzo e attirano numerosi visitatori che desiderano assistere a questa tradizionale e suggestiva competizione cavalleresca, arricchita da una forte componente religiosa e storica.

LA STORIA DELLA GIOSTRA

La Giostra del Saracino ad Arezzo è, quindi, una tradizione cavalleresca che risale al Medioevo, e si svolge oggi in costume medievale del XIV secolo. Questa manifestazione è una celebrazione della magnificenza del libero comune di Arezzo e ha radici che presumibilmente risalgono al XIII secolo.

La competizione coinvolge i cavalieri dei quartieri storici della città, i quali devono colpire un bersaglio posto sullo scudo del Buratto, un automa girevole che rappresenta il “Re delle Indie”. Il cavaliere deve cercare di colpire il bersaglio con un colpo di lancia mentre galoppa a cavallo a grande velocità. Nel frattempo, deve evitare di essere colpito dal mazzafrusto che il Buratto tiene nell’altro braccio. Il mazzafrusto viene azionato da un meccanismo a molla che aumenta la sua azione rotatoria già impressa dal colpo del cavaliere.

L’origine di questa competizione risale probabilmente a un esercizio militare, ma nel corso del tempo ha assunto una connotazione di manifestazione durante celebrazioni speciali o come dimostrazione delle abilità dei cavalieri.

La Giostra del Saracino ha una storia così antica e radicata nella cultura di Arezzo che persino Dante Alighieri, nel XXII canto dell’Inferno, fa riferimento ai tornei e alle giostre visti nella regione:

«Io vidi già cavalier muover campo,e cominciar stormo a far lor mostra,e tal volta partir per loro scampo;

corridor vidi per la terra vostra,o Aretini, e vidi gir gualdane,fedir torneamenti e correr giostra;

quando con trombe, e quando con campane,con tamburi e con cenni di castella,e con cose nostrali e con istrane;»

(Dante Alighieri, La Divina Commedia – InfernoCanto XXII, 1-9)

Questa tradizione continua a essere un appuntamento di grande importanza e richiamo per la città, mantenendo viva la passione per il mondo cavalleresco e la storia medievale della regione.

Le origini della Giostra

La più antica testimonianza di un torneo cavalleresco in Piazza Grande risale al 1260. Questo torneo fu indetto per celebrare l’investitura a cavaliere dell’ordine dello Speron d’oro di Ildebrandino Giratasca, segnando l’inizio della tradizione della giostra nella città.

Successivamente, nel novembre 1331, due lettere inviate dai Tarlati, signori di Arezzo, alla Curia avignonese, menzionano altri tornei con le lance, noti come “hastiludia”, svoltisi ad Arezzo per celebrare il successo di una missione diplomatica in Francia. I tornei erano organizzati in onore dell’evento che aveva portato a far togliere l’interdetto alla città.

È interessante notare che lo Statuto cittadino del 1327 già prevedeva la possibilità di tenere la giostra durante i festeggiamenti patronali, dimostrando quanto questa tradizione fosse radicata nella cultura e nelle celebrazioni della città.

Documenti storici hanno anche riportato almeno altre due Giostre (o incontri simili) corse in occasione delle celebrazioni patronali nel 1491 e 1492.

Queste testimonianze storiche dimostrano quanto la Giostra del Saracino sia una tradizione antica e importante per Arezzo, con radici che risalgono al XIII secolo e che continuano a essere celebrate con passione e partecipazione fino ai giorni odierni.

il Rinascimento è l’epoca in cui tali spettacoli equestri si consacrarono a Arezzo. A partire dal 1535, con un provvedimento delle autorità aretine datato 6 agosto, la giostra viene deliberata per celebrare la festa di San Donato.

Successivamente, nel corso del XVI e XVII secolo, furono organizzate diverse giostre in occasione delle visite di personalità illustri o delle celebrazioni patronali, coinvolgendo anche la famiglia Medici, i duchi di Firenze e di Toscana e il duca di Urbino, tra gli altri.

Durante il XVII secolo, si notò un coinvolgimento sempre più frequente della nuova classe borghese nelle giostre, e nel XIX secolo, furono documentate ulteriori competizioni equestri. Nel 1810 e 1811, le giostre furono organizzate in onore di Napoleone Bonaparte, mentre nel 1813 e nel 1838, si tennero al “Prato” di Arezzo.

Queste giostre erano un elemento essenziale della cultura e delle celebrazioni della città, e la tradizione della Giostra del Saracino continuò a essere radicata nella comunità anche nel XIX secolo. Nel corso del tempo, emersero anche varianti “popolari” della giostra, senza l’uso del cavallo, organizzate dai residenti dei sobborghi per festeggiamenti rionali.

Infine, nel 1904, una giosta si tenne in onore di Francesco Petrarca e nelle celebrazioni parteciparono i Dragoni di casa Savoia.

Tutto ciò dimostra l’antichità e la persistenza della Giostra del Saracino ad Arezzo, con il coinvolgimento di diverse classi sociali e personalità di rilievo nel corso dei secoli. La tradizione continua a essere viva e amata dalla città, rappresentando un simbolo della sua storia e cultura.

I QUARTIERI

Il Quartiere di Porta Crucifera

Noto anche come “Colcitrone”.

  • Colori: I colori rappresentativi del Quartiere di Porta Crucifera sono il rosso e il verde.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: Lo stemma del quartiere è partito, nel primo campo di rosso, con un monte all’italiana dorato che emerge dalla punta e sormontato da una croce latina dello stesso colore; nel secondo campo di verde, si trova il campanile della chiesa di Santa Maria della Pieve di Arezzo, dorato e finestrato di nero, affiancato da due torri anch’esse dorate e finestrare di nero, con quella di destra più alta. Sul tutto, sovrastante la partizione, si trova il Nodo di Savoia d’oro, attraversato dalla Corona Reale di Savoia.
  • Privilegio araldico: Dal 1962, il Quartiere di Porta Crucifera ha ricevuto il privilegio araldico della “corona reale” e del “nodo sabaudo” con una lettera proveniente dalla real Casa di Savoia (in esilio), firmata dal ministro Falcone Lucifero. Questo lo rende unico tra tutte le compagini di rievocazioni e tradizioni folkloristiche ad avere questo privilegio insieme alle contrade di Siena.
  • Territorio: si trova nel settore nord-est della città. È associato anche alle antiche Cortine di Porta Crucifera e alla Visconteria della Verona.
  • Motto: “Excelsior Crux Maior Gloria.”
  • Casate della città: Alcune delle casate associate al Quartiere di Porta Crucifera sono Bacci, Bostoli, Brandaglia e Pescioni.
  • Casate del contado: Nelle zone circostanti Arezzo, sono associate al quartiere le famiglie nobili dei Conti di Montedoglio e dei Nobili della Faggiuola.
  • Sede: Il Quartiere ha la sua sede presso Palazzo Alberti, situato in via San Niccolò 1.
  • Protettore: San Martino.
  • Oratorio: L’oratorio del Quartiere è la Chiesa di Santa Croce, situata in via di Santa Croce.
  • Rettore: Il rettore del Quartiere di Porta Crucifera è Andrea Fazzuoli.
  • Capitano: Il capitano del Quartiere è Andrea Bidini.
  • Giostratori: I giostratori rappresentanti del Quartiere sono Lorenzo Vanneschi e Niccolò Paffetti.
  • Giornale periodico: Il quartiere pubblica un giornale periodico intitolato “Il Mazzafrusto.”
  • Lance d’oro: Al momento dell’ultima informazione disponibile, il Quartiere di Porta Crucifera vantava 38 lance d’oro.
  • Ultima vittoria: L’ultima vittoria del Quartiere di Porta Crucifera nella Giostra del Saracino è avvenuta il 5 settembre 2021, con i giostratori Adalberto Rauco e Lorenzo Vanneschi.

Il Quartiere di Porta del Foro

Noto anche come “San Lorentino”.

  • Colori: I colori distintivi del Quartiere di Porta del Foro sono il giallo e il cremisi.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: Lo stemma del quartiere è descritto come “di cremisi alla chimera di Arezzo rivoltata.”
  • Territorio: si trova nel settore nord-ovest della città. Sono associate al quartiere anche le antiche Cortine di Porta del Foro, la Visconteria di Montagna e la Visconteria della Valdambra oltre l’Arno.
  • Motto: Il motto del quartiere è “Tria capita, una mens,” che significa “Tre teste, una mente.”
  • Casate della città: Alcune delle casate associate al Quartiere di Porta del Foro sono Grinti di Catenaia, Sassoli, Ubertini e Tarlati.
  • Casate del contado: Tra le famiglie nobili delle zone circostanti ad Arezzo, il quartiere è associato ai Cattani della Chiassa e ai Conti Guidi di Romena.
  • Sede: La sede del Quartiere si trova nei locali di Porta San Lorentino.
  • Protettori: I santi patroni del Quartiere sono San Lorentino e San Pergentino.
  • Oratorio: L’oratorio del Quartiere è la Chiesa di San Domenico, situata in Piazza Fossombroni.
  • Rettore: Il rettore del Quartiere di Porta del Foro è Roberto Felici.
  • Capitano: Il capitano del Quartiere è Lorenzo Casini.
  • Giostratori: I giostratori rappresentanti del Quartiere sono Davide Parsi e Francesco Rossi.
  • Giornale periodico: Il quartiere pubblica un giornale periodico intitolato “Lancia in Resta.”
  • Lance d’oro: Al momento dell’ultima informazione disponibile, il Quartiere di Porta del Foro vantava 27 lance d’oro.
  • Ultima vittoria: L’ultima vittoria del Quartiere di Porta del Foro nella Giostra del Saracino è avvenuta il 22 giugno 2019, con i giostratori Gabriele Innocenti e Davide Parsi.

Il Quartiere di Porta Sant’Andrea

  • Colori: I colori distintivi del Quartiere di Porta Sant’Andrea sono il bianco e il verde.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: Lo stemma del quartiere è descritto come “di verde alla croce di Sant’Andrea d’argento.”
  • Territorio: Il Quartiere di Porta Sant’Andrea si trova nel settore sud-est della città. Sono associate al quartiere anche le antiche Cortine di Porta Sant’Andrea e la Visconteria di Cegliolo.
  • Motto: Il motto del quartiere è “Divus Andreas superior discedit,” che significa “Sant’Andrea discende dall’alto.”
  • Casate della città: Alcune delle casate associate al Quartiere di Porta Sant’Andrea sono Conti di Bivignano, Guillichini, Lambardi da Mammi e Testi.
  • Casate del contado: Tra le famiglie nobili delle zone circostanti ad Arezzo, il quartiere è associato ai Barbolani Conti di Montauto e ai Marchesi del Monte Santa Maria.
  • Sede: La sede del Quartiere si trova presso Palazzo San Giusto, situato in via delle Gagliarde 2.
  • Protettore: Il protettore del Quartiere di Porta Sant’Andrea è Sant’Andrea Guasconi.
  • Oratorio: L’oratorio del Quartiere è la Chiesa di Sant’Agostino, situata in Piazza Sant’Agostino.
  • Rettore: Il rettore del Quartiere di Porta Sant’Andrea è Maurizio Carboni.
  • Capitano: Il capitano del Quartiere è Mauro Dionigi.
  • Giostratori: I giostratori rappresentanti del Quartiere sono Saverio Montini e Tommaso Marmorini.
  • Giornale periodico: Il quartiere pubblica un giornale periodico intitolato “Il Bando.”
  • Lance d’oro: Al momento dell’ultima informazione disponibile, il Quartiere di Porta Sant’Andrea vantava 38 lance d’oro.
  • Ultima vittoria: L’ultima vittoria del Quartiere di Porta Sant’Andrea nella Giostra del Saracino è avvenuta il 17 giugno 2023, con i giostratori Tommaso Marmorini e Saverio Montini.

Il Quartiere di Porta Santo Spirito

Noto anche come “quartiere della Colombina”.

Ecco ulteriori dettagli riguardanti questo quartiere storico coinvolto nella Giostra del Saracino ad Arezzo:

  • Colori: I colori distintivi del Quartiere di Porta Santo Spirito sono il giallo e l’azzurro.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: Lo stemma del quartiere è descritto come “d’azzurro al ponte di tre archi al naturale, caricato al di sopra di quello centrale, più alto, da una lettera M cimata da una croce di nero, e cimato da una cinta muraria con tre torri al naturale, sormontato dalla colomba dello Spirito Santo raggiante d’oro.”
  • Territorio: Il Quartiere di Porta Santo Spirito si trova nel settore sud-ovest della città. Sono associate al quartiere anche le antiche Cortine di Porta del Borgo, la Visconteria del Piano di Arezzo e la Visconteria della Valdambra fino all’Arno.
  • Motto: Il motto del quartiere è “Ex antiquitate ardor,” che significa “Un ardore dalla più antica tradizione.”
  • Casate della città: Alcune delle casate associate al Quartiere di Porta Santo Spirito sono Albergotti, Azzi, Camaiani e Guasconi.
  • Casate del contado: Tra le famiglie nobili delle zone circostanti ad Arezzo, il quartiere è associato ai Pazzi del Valdarno e ai Tolomei del Calcione.
  • Sede: La sede del Quartiere si trova presso i Bastioni di Porta Santo Spirito, situati in via Niccolò Aretino 4.
  • Protettore: Il protettore del Quartiere di Porta Santo Spirito è San Jacopo.
  • Oratorio: L’oratorio del Quartiere è la Chiesa di Sant’Antonio, situata in via Vittorio Veneto.
  • Rettore: Il rettore del Quartiere di Porta Santo Spirito è Ezio Gori.
  • Capitano: Il capitano del Quartiere è Marco Geppetti.
  • Giostratori: I giostratori rappresentanti del Quartiere sono Gianmaria Scortecci ed Elia Cicerchia.
  • Giornale periodico: Il quartiere pubblica un giornale periodico intitolato “Il Bastione.”
  • Lance d’oro: Al momento dell’ultima informazione disponibile, il Quartiere di Porta Santo Spirito vantava 39 lance d’oro.
  • Ultima vittoria: L’ultima vittoria del Quartiere di Porta Santo Spirito nella Giostra del Saracino è avvenuta il 4 settembre 2022, con i giostratori Gianmaria Scortecci ed Elia Cicerchia.

Il Corteo Storico

La Giostra del Saracino ad Arezzo, oggi, è un evento spettacolare che coinvolge non solo i cavalieri e i quartieri, ma anche un ampio corteggio storico che rende l’atmosfera ancora più suggestiva e coinvolgente.

Prima dell’inizio della Giostra, si tiene un’emozionante esibizione degli Sbandieratori, artisti che sventolano bandiere e svolgono abili acrobazie con le bandiere stesse. Questo spettacolo aggiunge colore e spettacolarità alla manifestazione.

Durante l’intera manifestazione, il rullo dei tamburi e il suono delle chiarine del Gruppo Musici della Giostra del Saracino accompagnano gli eventi, creando una colonna sonora coinvolgente e suggestiva.

Quando è giunto il momento della Giostra vera e propria, il corteggio storico, composto da oltre trecento figuranti, fa il suo ingresso nella Piazza Grande. Questi figuranti sono vestiti con splendidi costumi d’epoca che richiamano il periodo medievale e rinascimentale, contribuendo a creare un’atmosfera di autentica immersione nel passato.

L’ingresso dei figuranti avviene seguendo un preciso ordine stabilito nel 1961, basato su un “canovaccio” di regia di Fulvio Tului. Questo garantisce un’organizzazione precisa e uno spettacolo ben orchestrato, che coinvolge tutti i quartieri e offre agli spettatori un’esperienza indimenticabile.

Le tribune e i lati della Piazza Grande sono stipati dai quartieristi, ovvero i sostenitori dei quartieri, che partecipano con grande passione e calore, applaudendo e sostenendo i propri cavalieri e figuranti preferiti.

In questo modo, la Giostra del Saracino diventa non solo una competizione equestre, ma un affascinante spettacolo storico e culturale che unisce l’antico e il moderno, coinvolgendo e emozionando i partecipanti e gli spettatori di ogni età.

L’ingresso del Corteo Storico

L’ingresso del Corteo Storico nella Piazza Grande è uno spettacolo affascinante e ben orchestrato. Il corteo è composto da una serie di figure storiche, ognuna con il suo ruolo specifico:

  1. Araldo: È il primo a entrare nella Piazza, annunciando l’inizio del Corteo Storico.
  2. Magistratura della Giostra: Questo gruppo è composto dal Primo Magistrato e da altri sette magistrati che ricoprono ruoli importanti nell’organizzazione dell’evento.
  3. Giuria: La Giuria è formata dal Primo Giudice e da altri quattro giudici, responsabili di valutare le performance dei cavalieri durante la Giostra.
  4. Cancelliere: Il Cancelliere svolge funzioni amministrative durante l’evento.
  5. Famigli del Buratto: Questi sono gli assistenti del Buratto, l’automa girevole che impersona il “Re delle Indie”.
  6. Valletti: Portano la Lancia d’oro, il trofeo della Giostra, che sarà consegnato al vincitore.
  7. Fanti del Comune: Questo gruppo rappresenta le milizie cittadine.
  8. Maestro di Campo: Rappresenta il comandante delle milizie ed è la massima autorità sul campo durante l’evento. È affiancato dal proprio vice.
  9. Gruppo Musici: Questo gruppo è composto da 33 chiarine, 11 tamburi, 1 portalabaro e 2 lucchi, che eseguono una colonna sonora coinvolgente per l’evento.
  10. Sbandieratori: Gli sbandieratori portano le bandiere dei 39 comuni della Provincia di Arezzo e si esibiscono con acrobazie e performance coreografiche di alto livello.

Dopo l’ingresso del Corteo Storico, i figuranti dei quattro quartieri entrano in scena, guidati dai rispettivi Rettori e dai portatori degli emblemi delle Casate associate al quartiere. Ogni quartiere è rappresentato da un corteo composto da paggetti, tamburini, vessilliferi, dame, paggi, armigeri e balestrieri, guidati da un Maestro d’Arme. Gli otto giostratori, due per quartiere, fanno la loro entrata a cavallo sulla lizza, in anticipo rispetto alla vera e propria gara.

L’Inno della Giostra del Saracino viene intonato dai Musici, con la partecipazione di tutta la Piazza. In seguito, l’Araldo legge la “Disfida di Buratto,” una sorta di dichiarazione di guerra del Re delle Indie ai cavalieri aretini.

Dopo la richiesta formale del permesso di correr la giostra alla Magistratura, il Maestro di Campo dà l’ordine ai balestrieri dei quartieri di scagliare al cielo le frecce, al grido di “Arezzo!”, in segno di preparazione alla gara. Quindi, l’Araldo annuncia l’inizio della prima carriera, dando il via ufficiale alla Giostra del Saracino.

Le carriere

Il regolamento tecnico della Giostra del Saracino disciplina lo svolgimento delle carriere, garantendo un’equa competizione e la sicurezza dei partecipanti.

  • Partecipanti e carriere: Ogni quartiere ha diritto a due giostratori o cavalieri, e ognuno di essi ha l’opportunità di effettuare due carriere nella Giostra. L’ordine delle carriere viene estratto sette giorni prima dell’evento (la sera del sabato precedente nella Giostra di giugno e la mattina della domenica precedente in quella di settembre).
  • Armi e attrezzature: Durante le carriere, ogni giostratore impugna una lancia di legno. Questa lancia viene utilizzata per colpire il Buratto. Il Buratto è caricato a molla, e nella mano sinistra tiene uno scudo, mentre nella destra ha un mazzafrusto a tre corde, ciascuna culminante con una palla di legno rivestita di cuoio. L’interazione tra la lancia del giostratore e il Buratto è una delle caratteristiche spettacolari della Giostra.
  • Carriera: Al segnale dato dal Maestro di Campo, il cavaliere cavalca lungo la lizza, una striscia di terra battuta che attraversa obliquamente la Piazza Grande. Durante la corsa, il giostratore si lancia contro il Buratto cercando di colpire lo scudo posto sulla sua mano sinistra con la lancia. Nel frattempo, il Buratto può reagire ruotando su sé stesso grazie alla molla caricata, rendendo la sfida ancora più impegnativa.
  • Preparazione del Buratto: Prima di ogni carriera, i Famigli del Buratto, ossia i responsabili, si occupano di caricare la molla del fantoccio metallico, assicurandosi che sia pronto a ruotare dopo l’impatto della lancia dei giostratori. Sullo scudo del Buratto viene apposto un cartellone.

Il cartellone

Il sistema di punteggio del cartellone applicato allo scudo del Buratto aggiunge una componente strategica alla Giostra del Saracino, dove i giostratori cercano di ottenere il punteggio più alto durante le carriere.

Il cartellone ha una forma rettangolare divisa in settori, ciascuno con un punteggio corrispondente espresso in numeri romani. La disposizione dei punti è organizzata come segue:

  • Centro (segna con un cerchio rosso): 5 punti.
  • Settori a mo’ di croce, che si dipartono dal centro:
    • Settore in alto e a destra: 4 punti.
    • Settore in basso e a sinistra: 2 punti.
  • Settori ai lati della “croce”:
    • Settore in alto a destra: 3 punti.
    • Settore in basso a sinistra: 1 punto.
    • Gli altri settori laterali: 2 punti.
  • Contorno (in alto, a destra e in basso): 1 punto.

Spareggi e Vittoria

Gli spareggi sono una fase della Giostra del Saracino che si tiene qualora, una volta concluse le due carriere ordinarie, vi siano almeno due quartieri a parità di punti. In questo caso, si procede alle carriere di spareggio, che coinvolgono solamente i quartieri ancora in gara, fino a quando non si verifica una disparità nei punteggi.

La vittoria nella Giostra del Saracino viene assegnata al quartiere che realizza il punteggio più alto complessivo. In altre parole, il quartiere che accumula il maggior numero di punti durante le carriere regolari e, se necessario, anche durante gli eventuali spareggi, si aggiudica la vittoria.

Il Rettore del quartiere vincitore riceve l’ambito premio, la Lancia d’oro. Questa Lancia è un simbolo di prestigio e onore ed è consegnata al quartiere vincitore durante una cerimonia di premiazione. Dopo la vittoria, la Lancia d’oro viene portata in trionfo attraverso le vie della città fino al Duomo, dove i quartieristi eseguono un Te Deum di ringraziamento, rivolto alla Madonna del Conforto o a San Donato, a seconda della dedica della Giostra (Giostra di San Donato o Giostra della Madonna del Conforto). Successivamente, la Lancia d’oro è portata alla sede del quartiere vincitore, dove iniziano i festeggiamenti che dureranno per giorni. Il culmine delle celebrazioni è la cena della vittoria, un momento di gioia e festa con cui il quartiere celebra il proprio successo e l’abilità dei propri giostratori.