GLAMPING: il campeggio chic

Ami stare all’aria aperta ma non sei un appassionato di sacco a pelo e di tende?
Il Glamping è quello che fa al caso tuo

Una nuova visione chic del campeggio tradizionale, nato all’inizio in territori caldi come Africa e Australia, si va sempre più a diffondersi in destinazioni europee.

Queste strutture, caratterizzate da tende di lusso già montate e provviste di ogni comfort necessario, sono anche eco sostenibili perché, oltre ad attirare un turista eco-friendly che detesta l’affollamento e ricerca il contatto con la terra, promuovono la raccolta differenziata e incoraggiano il risparmio energetico utilizzando ad esempio lampadine a basso consumo. Inoltre tutti gli arredamenti scelti dai campeggi di glamping non utilizzano plastica o materiali che possono nuocere all’ambiente.

La tenda può essere una Casa Mobile (land rover), un Bungalow, un Safari Lodge (imbali) o un Air Lodge (air lodge), ovvero una tenda a due piani da cui è possibile ammirare il cielo stellato dal proprio letto, sistemato su una parte soppalcata.

E’ possibile fare Glamping sia al mare che in montagna 

Le tende per il Glamping da mare, situate in prossimità della costa, sono più leggere e diversamente accessoriate rispetto a quelle per il Glamping di montagna, le quali possono essere attrezzate con un climatizzatore o stufe ecologiche, in quanto debbono fronteggiare il problema del riscaldamento nel periodo invernale.

Adatte ad affrontare tutte e quattro le stagioni sono invece i Glamping Pod, una via di mezzo tra la tenda di lusso e la casa mobile, che porgono una particolare attenzione all’isolamento termico e sonoro grazie alle pareti in legno. 

Queste ultime sono tipiche soluzioni adottate nel Glamping montano perché consente ai gestori di creare nuove possibilità di redditi, permettendo così di prolungare la stagione di apertura, di ricevere clienti anche durante i fine settimana piovosi, di raddoppiare il prezzo richiesto rispetto al prezzo dello stesso posto attribuito ad una tenda classica e di sviluppare zone del loro campo prima inutilizzabili né per le tende classiche né per i caravan (ad esempio le zone in pendio).

Requisite per l’apertura

Aprire un glamping è abbastanza facile, considerando il costo iniziale relativamente basso e il minimo tempo di impianto delle strutture. Ma, ovviamente, trattandosi di un camping, anche questo dovrà sottostare alle medesime necessità burocratiche… che, trovandosi in Italia, non saranno mai pochissime.
Ma il gioco vale la candela, perché il glamping ti ripagherà in brevissimo tempo degli sforzi fatti. Sempre che tu abbia tre fondamentali carte vincenti in mano:

  • Un luogo bellissimo o affascinante in cui sia possibile piantarlo
  • Del capitale da investire
  • L’idea giusta per il brand

Non sappiamo come sei messo per il secondo e terzo punto. Ma il primo, in Italia, non dovrebbe davvero crearti problemi… basta cercare, e informarsi a dovere in merito ai vincoli ambientali e delle belle arti.

Autorizzazioni necessarie

Necessario, in primis, è lo spazio. Scontato? Non lo è. Se pensi di aprire un glamping in un luogo normale, scordatelo. Non si parla di camping: questi li troviamo ovunque, anche nei luoghi più impensabili (e meno affascinanti). Il glamping necessita di uno scenario unico e dovrà essere immerso nel verde e nella natura.

Il più delle volte, tra le cose obbligatorie c’è quanto segue:

  • apertura della partita IVA;
  • iscrizione al Registro imprese turistiche della Camera di Commercio;
  • trasmissione delle posizioni Inps e Inail;
  • domanda di autorizzazione comunale;
  • valutazione di impatto ambientale e acustico;
  • autorizzazione sanitaria ASL;
  • valutazione del rischio;
  • autorizzazione per l’eventuale somministrazione alimenti.