Se pensi che il trekking non faccia per te, sappi che fino a poco tempo non ne conoscevo neppure l’esistenza.
Il trekking è il contrario del divaning. Un termine inventato per descrivere chi resta con il corpo ben ancorato sul divano, magari davanti alla tv accesa. Una comodità che conquista, soprattutto durante la stagione invernale. Magari anche tu rientri in questa categoria. In tal caso ti svelo un segreto: ne facevo parte anche io. Non ho mai praticato uno sport e con la palestra non vado proprio d’accordo, nonostante i vari tentativi. Poi è successo qualcosa che ha smosso le acque, facendomi capire che la sedentarietà è un’abitudine da rettificare, riducendo le ore trascorse in questa modalità.

Restare in panciolle è accattivante e comodo, diciamolo, ma non fa bene all’equilibrio psicofisico né alla famigerata linea. Ciò che invece bisogna tenere in considerazione è introdurre il trekking tra le routine mensili o, se sei bravo o brava, settimanali. “E perché fare trekking, rinunciando al divano e al calduccio di casa per mettermi in cammino?” Ottime domande. Ecco quindi cinque motivi per iniziare a praticarlo.
1. Ammira luoghi nascosti e panorami mozzafiato
Esistono luoghi che puoi visitare in un unico modo: camminando. Tra questi vale la pena citare il bosco che circonda il Monte Conero (Ancona), da cui si ammira un panorama a picco sul mare. Un altro degno di nota è Maiolo, in Valmarecchia (Rimini). Un piccolo comune di appena 780 abitanti dove il tramonto di un pomeriggio di inizio inverno sembra dipinto su tela.
E poi c’è l’Appennino Tosco-Emiliano, con le cascate dell’Alferello (Verghereto, Forlì Cesena) e dell’Acquacheta (San Benedetto in Alpe, Forlì Cesena), che sembrano uscite da un libro di favole. Le guardi e ti aspetti che appaia un elfo o una fata dei boschi a prenderti per mano e a portarti in mondi lontani.

2. Scopri la storia, la cultura e le curiosità del territorio
Me ne sono resa conto quando ho iniziato a fare trekking, esplorando territori che non credevo così ricchi di tante bellezze naturali, di storia e di curiosità da svelare. Per esempio Maiolo richiama la rocca di Maioletto, di cui sono visibili alcune tracce. La leggenda narra che nel maggio del 1700 fu distrutta per volere divino, insieme all’antico borgo sottostante, perché gli abitanti continuarono a fare festa (meglio che non ti svelo il tipo di festa, credimi) nonostante il monito di un Angelo. La storia parla invece di una frana, causata da 40 ore ininterrotte di pioggia. Qual è la verità? Forse sta nel mezzo, come afferma un famoso proverbio.
A Bertinoro (Forlì Cesena) fa bella mostra di sé la Colonna dell’Ospitalità, con i suoi 12 anelli che un tempo indicavano altrettante famiglie nobili del luogo. Quando un forestiero giungeva qui sceglieva a quale anello legare il proprio cavallo, diventando ospite di quella famiglia e dell’intera comunità. La tipica ospitalità bertinorese si è mostrata anche durante l’escursione. Passando nel giardino di una delle numerose cantine il proprietario si è subito prodigato per una visita al volo, accompagnata da bottiglie di vino Sangiovese.
Infine non posso non ricordare il borgo di Montetiffi (Sogliano al Rubicone, Forlì Cesena), famoso per le sue teglie da piada. Pensa che è rimasto un solo laboratorio artigianale a produrle a mano, con l’argilla raccolta sul territorio circostante e la cottura al forno. La sua storia merita tutta la tua attenzione.

3. Rinforzi la tua autostima e la sicurezza in te stesso o stessa
La prima volta che ho partecipato a un’escursione non sapevo a cosa sarei andata incontro. Ho accettato l’invito di un’amica all’ultimo minuto, acquistando in fretta e furia almeno le scarpe e la giacca antivento. E così una domenica mattina di fine gennaio mi sono ritrovata alle Balze di Verghereto, sul Monte Fumaiolo (Forlì Cesena). Un luogo incantevole, da lasciarci gli occhi. Diciamo che quel giorno ci ho lasciato pure le gambe. Senza bastoncini e con salite e discese da affrontare ho temuto di non riuscire ad arrivare sana e salva alla fine del percorso. Per fortuna la mia determinazione ha avuto la meglio e, grazie anche all’aiuto paziente delle due guide, la giornata si è conclusa in modo positivo. Mi sono sentita forte e potente, pur nell’inevitabile stanchezza fisica.
Da quel momento è iniziata la mia passione per le escursioni in natura, che pratico almeno due volte al mese da ottobre a maggio. E in estate? Fa troppo caldo per le escursioni diurne, almeno per me. Prediligo quelle notturne, più brevi e magari accompagnate dall’osservazione del cielo e delle stelle. E qui rientra in gioco il Monte Fumaiolo, illuminato quasi a giorno dalla luna piena di agosto. Uno spettacolo che ho visto da vicino, grazie al telescopio fornito all’astrofilo. Sono esperienze che ti scaldano il cuore e l’anima, facendoti tornare a casa con una certa soddisfazione. Tornando all’autostima c’è un episodio che mi fa piacere condividere con te per farti capire meglio cosa intendo.
Un’escursione che ha lasciato il segno
I resti della rocca del Maioletto, di cui ti ho parlato, non si trovano certo in una zona pianeggiante. Per raggiungerli e toglierti lo sfizio di scattarti un selfie a circa 600 metri s.l.m. bisogna avere spirito d’avventura. Sì perché l’unico modo per salire è aggrapparti a una corda, posizionata lungo il calanco. Ora prova a immaginare la mia faccia, quando ho realizzato la situazione. Potevo rimanere sotto e aspettare il gruppo, godendomi la vista sulla vallata. Sai che figura, però. Allora mi sono fatta coraggio e ho afferrato la corda. La salita è filata liscia. Dopo una quarantina di minuti si è presentata la sfida vera: la discesa all’indietro. Panico. Mi sono precipitata dalla guida, supplicandola di aiutarmi. E così piano piano sono venuta giù mentre lei, dietro di me, mi dava supporto morale e pratico.

Una volta al sicuro mi ha fatto i complimenti, ricordandomi che devo credere di più in me stessa e di non pormi nessun limite mentale. Il messaggio è stato chiaro. Da allora quando devo superare una prova richiamo alla mente quel momento, pensando che se sono stata in grado di affrontarlo posso superare anche altri ostacoli che mi si pongono davanti. L’importante è tastare il terreno e guardare bene dove metto i piedi, proprio come faccio lungo i sentieri. Vale anche per te. A questo punto magari ti è venuta la curiosità di sapere chi è la guida che mi ha dato questa lezione di vita. Il brand si chiama “Il Bagaglio Turistico”. Trovi la sua storia e il calendario completo delle prossime escursioni sul sito ufficiale, insieme ad altre iniziative.
4. Crei nuove amicizie, mentre fai trekking
Tranne qualche raro caso in genere partecipo alle escursioni da sola. Il motivo è presto detto: ho più opportunità di interagire con gli altri componenti del gruppo. Mentre camminiamo insieme nel bosco viene naturale avere uno scambio leggero. La merenda di metà mattinata, il pranzo al sacco (talvolta anche al ristorante, bisogna dirlo) e la capatina finale al bar sono momenti conviviali che facilitano la nascita delle relazioni.
Spesso ci si ritrova ai trekking successivi, consolidando l’amicizia chiacchierina. Diverse persone che partecipano alle iniziative di “Il Bagaglio Turistico” mi conoscono e mi chiamano “la signora dei libri” perché sanno che sono (anche) una ghost writer. Sono felici di rivedermi e viceversa. È piacevole e scalda il cuore, te lo assicuro.

5. Ti mantieni in forma a contatto con la natura
C’è chi dice che noi esseri umani non siamo fatti per stare seduti davanti a uno schermo ma per stare a contatto con la natura, in quanto parti della medesima. Nel momento in cui parteciperai al tuo primo trekking ti renderai conto di quanto questa affermazione corrisponda alla verità. Sfiorare delicatamente gli alberi e i fiori, osservare un semplice prato verde, ammirare gli animali al pascolo sono azioni che danno una sensazione di benessere indescrivibile.
La primavera, con i suoi colori vivaci, dona allegria e energia. Le ciaspolate invernali temprano il corpo dal freddo mentre il foliage autunnale lascia senza fiato. Ogni periodo pulsa di vita. Ogni escursione te la svela, da una prospettiva diversa. Oltre a riscoprire il legame profondo con la natura questo sport agisce a livello psicofisico, portando diversi benefici.
I benefici del trekking
- Riduce lo stress
- Favorisce il buonumore, il benessere e la sensazione di relax
- Stimola il sistema cardiovascolare
- Facilita la perdita di peso e il riequilibrio posturale
- Tonifica il sistema muscoloscheletrico
- Libera l’energia psicofisica
- Aumenta il coraggio, l’autostima, la motivazione personale

Bene. Ora che conosci i cinque motivi per cui iniziare a camminare in montagna è il momento di scegliere il percorso più adatto a te. Prenota il tuo trekking e inizia a esplorare le meraviglie che ti circondano, senza bisogno di allenarti o di spingerti troppo lontano. Ritornerai a casa con il sorriso a trentasei denti, felice e con una sensazione di appagamento che ti accompagnerà per diversi giorni. All’inizio il tuo fisico dovrà abituarsi al nuovo status ma poi ci prenderai gusto e vorrai farne sempre di più, com’è successo a me.